{"id":10758,"date":"2026-07-23T13:23:08","date_gmt":"2026-07-23T13:23:08","guid":{"rendered":"http:\/\/hesgroup.local\/?p=10758"},"modified":"2026-07-23T13:26:29","modified_gmt":"2026-07-23T13:26:29","slug":"come-scegliere-i-canali-social-giusti-per-il-proprio-settore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hesgroup.it\/it\/come-scegliere-i-canali-social-giusti-per-il-proprio-settore\/","title":{"rendered":"Come scegliere i canali social giusti per il proprio settore"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"10758\" class=\"elementor elementor-10758\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-44cd2b1 e-con e-atomic-element e-flexbox-base e-9c3f8f2 \" data-id=\"44cd2b1\" data-element_type=\"e-flexbox\" data-e-type=\"e-flexbox\" data-interaction-id=\"44cd2b1\">\n    \t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-12dfc65 elementor-widget elementor-widget-pxl_heading\" data-id=\"12dfc65\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\n<div id=\"pxl-pxl_heading-12dfc65-1605\" class=\"pxl-heading \">\n\t<div class=\"pxl-heading--inner\">\n\t\t\n\t\t<h6 class=\"pxl-item--title  style-default highlight-default  \" data-wow-delay=\"ms\">\n\n\t\t<span class=\"pxl-heading--text  highlight-border-default\">\n\n\t\t\t\t\t\t\tCome scegliere i canali social giusti per il proprio settore\t\t\t\t\n\n\t\t<\/span>\n\n\t\t\n\t\t<\/h6>\n\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-969a335 elementor-widget elementor-widget-pxl_heading\" data-id=\"969a335\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\n<div id=\"pxl-pxl_heading-969a335-8313\" class=\"pxl-heading \">\n\t<div class=\"pxl-heading--inner\">\n\t\t\n\t\t<span class=\"pxl-item--title  style-default highlight-default  \" data-wow-delay=\"ms\">\n\n\t\t<span class=\"pxl-heading--text  highlight-border-default\">\n\n\t\t\t\t\t\t\tComunicazione digitale: guida completa \u2014 articolo 1 di 5\t\t\t\t\n\n\t\t<\/span>\n\n\t\t\n\t\t<\/span>\n\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\n<hr class=\"e-da21a4c-7897b30 e-divider-base\" data-interaction-id=\"da21a4c\"   \/>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-982da42 elementor-widget elementor-widget-pxl_heading\" data-id=\"982da42\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\n<div id=\"pxl-pxl_heading-982da42-6677\" class=\"pxl-heading \">\n\t<div class=\"pxl-heading--inner\">\n\t\t\n\t\t<h1 class=\"pxl-item--title  style-default highlight-default  \" data-wow-delay=\"ms\">\n\n\t\t<span class=\"pxl-heading--text  highlight-border-default\">\n\n\t\t\t\t\t\t\tCome capire su quali social investire davvero in base al settore, al target e agli obiettivi di business, evitando di disperdere risorse su troppi canali.\t\t\t\t\n\n\t\t<\/span>\n\n\t\t\n\t\t<\/h1>\n\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\n<hr class=\"e-ee580c0-193b2f3 e-divider-base\" data-interaction-id=\"ee580c0\"   \/>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f10470e elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"f10470e\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor d-flex   \">\n\t<div class=\"pxl-item--inner  \" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p style=\"font-weight: 400\">Nel 2026 la spesa pubblicitaria sui social raggiunger\u00e0 276 miliardi di dollari a livello globale, e TikTok, Instagram e YouTube insieme generano oltre il 60% delle scoperte di prodotto, superando Google. Con questi numeri \u00e8 comprensibile la tentazione di aprire un profilo ovunque. Ma la domanda giusta non \u00e8 &#8220;su quali social dovremmo esserci&#8221;, \u00e8 &#8220;quali due o tre canali possiamo presidiare davvero bene, in base al nostro settore e al nostro cliente tipo&#8221;.<\/p><p style=\"font-weight: 400\">Questo articolo apre la nostra guida alla comunicazione digitale: prima di parlare di piano editoriale o di advertising (li trattiamo nei prossimi articoli della serie), va risolta la domanda a monte: dove ha senso che la vostra azienda metta energie e budget.<\/p><p>\u00a0<\/p><h2>L&#8217;errore pi\u00f9 comune: &#8220;esserci su tutti i canali&#8221;<\/h2><p>\u00a0<\/p><p style=\"font-weight: 400\">Aprire un profilo su ogni piattaforma sembra una scelta prudente \u2014 &#8220;non si sa mai&#8221; \u2014 ma \u00e8 quasi sempre controproducente. Un canale aperto e aggiornato una volta al mese comunica trascuratezza pi\u00f9 di quanto comunicherebbe la sua assenza. Gli algoritmi di ogni piattaforma premiano la costanza e penalizzano i profili intermittenti, quindi il vero costo di un canale non \u00e8 aprirlo, ma sostenerlo con continuit\u00e0 nel tempo.<\/p><p style=\"font-weight: 400\">La domanda da cui partire, quindi, non \u00e8 quanti canali attivare, ma quanti riuscite realisticamente a presidiare con contenuti di qualit\u00e0, e su quali di questi si trova davvero il vostro cliente tipo.<\/p><p>\u00a0<\/p><h2>Il criterio che conta davvero: dove sta il cliente, non dove siete comodi voi<\/h2><p>\u00a0<\/p><p style=\"font-weight: 400\">Scegliere un canale perch\u00e9 &#8220;lo usano tutti&#8221; o perch\u00e9 internamente qualcuno se ne intende \u00e8 l&#8217;approccio pi\u00f9 diffuso e anche il meno efficace. Il criterio corretto incrocia quattro variabili:<\/p><ul><li>chi \u00e8 il vostro cliente tipo (et\u00e0, ruolo, settore, comportamento d&#8217;acquisto);<\/li><li>qual \u00e8 l&#8217;obiettivo prevalente: notoriet\u00e0, considerazione, lead generation o vendita diretta;<\/li><li>che tipo di contenuto riuscite a produrre con continuit\u00e0 (testo, immagini, video verticali, contenuti tecnici lunghi);<\/li><li>quante risorse \u2014 interne o esterne \u2014 potete dedicare alla gestione costante del canale.<\/li><\/ul><p style=\"font-weight: 400\">Solo incrociando queste quattro variabili la scelta smette di essere un&#8217;opinione e diventa una decisione difendibile.<\/p><p>\u00a0<\/p><h2>\u00a0<\/h2><h2>Se operate in ambito B2B<\/h2><p>\u00a0<\/p><p style=\"font-weight: 400\">Per un&#8217;azienda B2B, LinkedIn non \u00e8 un&#8217;opzione tra tante: \u00e8 il canale di riferimento. Genera l&#8217;80% dei lead B2B che arrivano dai social e l&#8217;85% dei marketer B2B lo indica come canale pi\u00f9 performante in assoluto. La piattaforma conta oggi circa 1,3 miliardi di iscritti, tra cui 65 milioni di decision maker e 10 milioni di dirigenti C-level: \u00e8 il posto in cui, con ogni probabilit\u00e0, si trova gi\u00e0 chi decide gli acquisti della vostra azienda cliente.<\/p><p style=\"font-weight: 400\">YouTube pu\u00f2 affiancare LinkedIn se siete in grado di produrre con regolarit\u00e0 (almeno mensile) contenuti tecnici di qualit\u00e0 \u2014 dimostrazioni, approfondimenti, casi d&#8217;uso. Instagram, TikTok e Facebook, salvo che abbiate anche una componente B2C rilevante, in un contesto B2B puro tendono a disperdere risorse senza portare risultati proporzionati: non \u00e8 dove il vostro interlocutore prende decisioni d&#8217;acquisto.<\/p><h2>\u00a0<\/h2><h2>Se operate in ambito B2C<\/h2><p>\u00a0<\/p><p style=\"font-weight: 400\">Per il B2C la scelta dipende molto di pi\u00f9 dall&#8217;et\u00e0 e dal comportamento del target. Facebook resta il canale pi\u00f9 indicato per le fasce 35-65+, con buone performance su conversione, lead generation e traffico qualificato: il 51% dei marketer B2C lo considera ancora la piattaforma pi\u00f9 importante. Instagram lavora meglio su awareness, ispirazione e scoperta di prodotto, con un pubblico Gen Z che lo usa in percentuali comprese tra il 79% e il 91%.<\/p><p style=\"font-weight: 400\">TikTok \u00e8 il canale con il tasso di engagement pi\u00f9 alto in assoluto (tra il 2,8% e il 5%, contro lo 0,65% dei Reels di Instagram e lo 0,40% degli Shorts di YouTube) ed \u00e8 particolarmente efficace per pubblici tra i 18 e i 34 anni, pur avendo visto crescere del 240% gli utenti over 50 dal 2023. La scelta pratica, in sintesi: pubblico 40+ e obiettivo di conversione \u2192 Facebook; pubblico giovane e obiettivo di scoperta\/ispirazione \u2192 Instagram e TikTok.<\/p><h2>\u00a0<\/h2><h2>Il framework in 4 domande per decidere<\/h2><p>\u00a0<\/p><h3>1. Chi \u00e8 davvero il vostro cliente?<\/h3><p style=\"font-weight: 400\">Non il cliente ideale immaginato, ma quello reale: et\u00e0 media, ruolo (privato o professionista), abitudini di consumo di contenuti. Se non lo sapete con certezza, \u00e8 il primo dato da raccogliere, anche solo guardando chi interagisce oggi con i vostri canali esistenti o chi acquista realmente.<\/p><p>\u00a0<\/p><h3>2. Cosa deve succedere su quel canale?<\/h3><p style=\"font-weight: 400\">Notoriet\u00e0, considerazione, generazione di contatti commerciali o vendita diretta sono obiettivi diversi, che richiedono canali e formati diversi. Un canale scelto senza un obiettivo chiaro produce contenuti senza una direzione misurabile.<\/p><p>\u00a0<\/p><h3>3. Che formato riuscite a sostenere con continuit\u00e0?<\/h3><p style=\"font-weight: 400\">Un canale che richiede video verticali quotidiani \u00e8 inutile se non avete le risorse per produrli con costanza. Meglio un canale che richiede uno sforzo di produzione compatibile con la vostra struttura, anche se meno &#8220;di moda&#8221;.<\/p><p>\u00a0<\/p><h3>4. Quante risorse potete dedicarci davvero?<\/h3><p style=\"font-weight: 400\">Due canali gestiti bene battono sempre cinque canali gestiti male. Se le risorse interne sono limitate, \u00e8 pi\u00f9 efficace ridurre il numero di canali attivi che diluire lo sforzo su tutti.<\/p><p>\u00a0<\/p><h2>Errori comuni nella scelta dei canali<\/h2><p>\u00a0<\/p><p style=\"font-weight: 400\">Tra gli errori pi\u00f9 frequenti: scegliere un canale perch\u00e9 \u00e8 quello &#8220;di tendenza&#8221; del momento, senza verificare se il pubblico target lo usa davvero; ignorare i dati che l&#8217;azienda ha gi\u00e0 a disposizione (chi segue gi\u00e0 i vostri canali, da dove arriva il traffico al sito) per affidarsi solo a impressioni; aprire un nuovo canale senza aver prima assegnato con chiarezza chi lo gestir\u00e0 nel tempo; abbandonare un canale dopo poche settimane perch\u00e9 &#8220;non funziona&#8221;, senza aver dato il tempo minimo (in genere alcuni mesi) perch\u00e9 l&#8217;algoritmo e l&#8217;audience si consolidino.<\/p><p>\u00a0<\/p><h2>Come iniziare in pratica<\/h2><p>\u00a0<\/p><p style=\"font-weight: 400\">Per un&#8217;azienda B2B, il punto di partenza quasi sempre corretto \u00e8: un canale primario (LinkedIn) presidiato con continuit\u00e0, ed eventualmente un canale secondario (YouTube) solo se sostenibile in termini di produzione. Per un&#8217;azienda B2C, la raccomandazione pratica \u00e8 concentrare gli sforzi su non pi\u00f9 di due canali scelti in base all&#8217;et\u00e0 del target e all&#8217;obiettivo prevalente, piuttosto che aprirne quattro e curarli tutti a met\u00e0. Una volta scelti i canali, il passo successivo \u00e8 costruire un piano editoriale coerente \u2014 il tema del prossimo articolo della serie.<\/p><p>\u00a0<\/p><h2>Domande frequenti<\/h2><p>\u00a0<\/p><h6>Quanti canali social servono davvero a una PMI?<\/h6><p style=\"font-weight: 400\">Nella maggior parte dei casi, uno o due canali gestiti con continuit\u00e0 e qualit\u00e0 producono risultati migliori di quattro o cinque canali aperti ma trascurati. Il numero giusto dipende dalle risorse disponibili per la produzione di contenuti, non dalla disponibilit\u00e0 della piattaforma.<\/p><p>\u00a0<\/p><h6>Meglio LinkedIn o Instagram per un&#8217;azienda B2B?<\/h6><p>Per obiettivi B2B puri, LinkedIn resta la scelta prioritaria: genera la maggioranza dei lead B2B da social e raggiunge direttamente decision maker e dirigenti. Instagram ha senso in ambito B2B solo se l&#8217;azienda ha anche un pubblico B2C o un forte bisogno di employer branding visivo.<\/p><p>\u00a0<\/p><h6>Quanto costa gestire bene un canale social?<\/h6><p style=\"font-weight: 400\">Il costo varia in base a formato e frequenza richiesti (un canale basato su video verticali costa pi\u00f9 di uno basato su testo e immagini), ma il fattore pi\u00f9 rilevante non \u00e8 il budget di partenza, bens\u00ec la continuit\u00e0: un canale gestito a singhiozzo, anche con budget alto, rende meno di uno gestito con costanza e budget pi\u00f9 contenuto.<\/p><p>\u00a0<\/p><h6>Come capire se un canale non sta funzionando?<\/h6><p style=\"font-weight: 400\">Vanno valutati i risultati rispetto all&#8217;obiettivo assegnato al canale (non genericamente &#8220;i like&#8221;), e serve un periodo minimo di alcuni mesi prima di trarre conclusioni: la crescita organica su qualunque piattaforma richiede tempo per consolidarsi.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\n<hr class=\"e-d5577cd-32f22d8 e-divider-base\" data-interaction-id=\"d5577cd\"   \/>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bbf2d7d elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"bbf2d7d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor d-flex   \">\n\t<div class=\"pxl-item--inner  \" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p><strong><em>Articolo a cura di HES Group<\/em><\/strong><em>, agenzia di comunicazione specializzata in ufficio stampa e media relation. Fa parte della serie &#8220;Ufficio stampa: guida completa&#8221;. Prossimo articolo: quanto costa un ufficio stampa esterno.<\/em><\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\n<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come scegliere i canali social giusti per il proprio settore Comunicazione digitale: guida completa \u2014 articolo 1 di 5 Come capire su quali social investire davvero in base al settore, al target e agli obiettivi di business, evitando di disperdere risorse su troppi canali. 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